Gianfranco Fabi  
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MARIO UNNIA, INTELLETTUALE CHE CREDEVA NELLA FORMAZIONE




Gianfranco Fabi


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Sociologo, politologo, economista d’impresa, scrittore, intellettuale curioso, vivace e provocatore. Ci sarebbero tanti modi per ricordare Mario Unnia, nato a Cuneo il primo gennaio 1932 e laureato a Torino con Norberto Bobbio, scomparso ieri a Milano. Tante sono state le sue attività e le sue realizzazioni. Dall’insegnamento alla ricerca, dai libri storici ai racconti, dalle analisi sociali a quelle più strettante politiche. Ma l’esperienza a cui teneva di più era sicuramente quella della formazione aziendale, un ruolo che soprattutto negli anni ’70 e ’80 lo ha visto in primo piano nelle grandi imprese e in molti progetti particolari. In quegli anni fondò “Prospecta, ricerche sociopolitiche e studi predittivi” , poi le riviste “Etica degli affari e delle professioni” e “Federalismo e società”. Il suo approccio alla realtà, sempre incisivo e provocatorio, si muoveva lungo due punti di fondo: la dimensione della persona da una parte nella sua capacità di relazione e quindi di organizzazione e l’importanza del contesto esterno dall’altra nelle molteplici relazioni con l’impresa, sempre considerata un soggetto capace di muoversi, di interagire, di diventare essa stessa protagonista. Con un approccio rigoroso, ma sempre accompagnato da quell’ironia che è capace di dare la giusta dimensione alle cose.

Tra i libri scritti da Mario Unnia non si può dimenticare «Ben detto! Duemila citazioni d’autore per trovare sempre le parole giuste al momento giusto», scritto con Gianfilippo Cuneo ed edito dal Sole 24 Ore, a cui Unnia collaborò a lungo, all’inizio degli anni ’90. Non solo citazioni, ma quasi un percorso per dare un significato e soprattutto un’efficacia a chi deve tenere una conferenza, una conversazione o scrivere un articolo. E infatti per ogni citazione si indica un «valore d’uso» («multiuso», «uso mirato», «uso prudente», «da tenere per sè») nello spirito originario della formazione.

Negli ultimi anni si era dedicato più alla riflessione attraverso storie spesso surreali e fantastiche. Come “La lucida agonia del commodoro di Sua Maestà britannica” oppure “Coffe break, trenta racconti per una pausa”. Fino all’ultimo libro: “L’arte della predizione” in cui si passano in rassegna tutti i sistemi di prevedere il futuro che ci hanno consegnato la storia così come le credenze popolari. Un modo per sottolineare la necessità di riaffermare un dominio della ragione messo in crisi da una politica dove prevalgono gli slogan sulle analisi e da un’economia che non riesce a tener conto di tutte le variabili che spingono l’azione umana.

Pubblicato il 26 gennaio 2016 su il Sole 24ORE  Si ringrazia l'autore per averne autorizzato la pubblicazione


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12 Aprile 2016

 

 

 

Martedì 12 Aprile 2016  

ore 18.00 in diretta streaming

Tavola rotonda

DAL METODO DELPHI ALL'ETICA DEGLI AFFARI

Il contributo manageriale, politico e etico di Mario Unnia, intellettuale d'impresa 

Introducono:

Domenico De Masi e Giuseppe Varchetta

Immagini di Dario D'Incerti 

Modera: Gianfranco Fabi 

ntervengono: Piero Bassetti, Emilio D'Orazio, Nando Dalla Chiesa, Remo Danovi, Gianfranco Dioguardi, Enrico Finzi, Dario Forti, Paolo Iacci, Gilda Morelli, Raoul Nacamulli, Emanuela Salati, Giulio Sapelli, Francesco Varanini, Marco Vitale