Ferruccio Capelli  
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LA CASA DELLA CULTURA RIAPRE E PREPARA IL SUO 'SETTANTESIMO'


Per far rivivere le nostre radici



Ferruccio Capelli


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Da oggi riapre la Casa della Cultura. Con un programma di lavoro per il 2015 - 16 che si preannuncia particolarmente intenso e stimolante.  Da oggi sono a disposizione sul sito tutti i programmi 'tradizionali' della nostra ripresa: la 'scuola di cultura politica', il seminario di filosofia, il ciclo 'i dubbi dei non credenti', la grande letteratura del Novecento. 

Ma in cantiere vi sono tante altre cose. Ragioneremo, da metà ottobre, sulla metamorfosi del sistema culturale al tempo della 'Rete e indagheremo le 'nuove frontiere della scienza ' e, da gennaio, cominceremo a discutere delle 'filosofie del cinema'.

Tutto questo convergerà nella riflessione sul nostro 'settantesimo'. L'atto di inizio della Casa della Cultura risale esattamente al 16 marzo 1946, quando Ferruccio Parri, il comandante delle forze partigiane e primo Presidente del Consiglio del dopoguerra, tenne la prolusione inaugurale. Cercheremo di fare rivivere la straordinaria stagione culturale milanese del dopoguerra: ragioneremo assieme di quella 'scuola milanese', Banfi e i suoi allievi, che furono protagonisti in Casa della Cultura e a Milano fino ai primi anni Settanta. Ci proponiamo anche di proiettare nel futuro quella grande lezione: ecco perché stiamo predisponendo un ciclo su quel pensiero illuminista che ha dato il segno più profondo alla vita culturale di Milano e che a noi sembra contenere messaggi assai preziosi anche per l'oggi.

Insomma, un progetto straordinario di 'ritorno al futuro': far rivivere le nostre radici, il DNA della Casa della Cultura, per costruire una nuova enciclopedia critica della contemporaneità. 

Ci attende un anno di lavoro di lavoro intenso, straordinario. Ci auguriamo di poterlo svolgere, come sempre, con il conforto dell'attenzione e della partecipazione di tanti amici.

 


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01 Settembre 2015

 

 

 

 

           Un progetto straordinario di 'ritorno al futuro': far rivivere le nostre radici, il DNA della Casa della Cultura, per costruire una nuova enciclopedia critica della contemporaneità