Pino Landonio  
  casa-della-cultura-milano      
   
 

SANITÀ ANNO ZERO


Sulle soglie del tracollo?



Pino Landonio


altri contributi:



  pino-landonio-sanita-anno-zero.jpg




 

Tre problemi strutturali giganteschi rischiano di portare al tracollo il servizio sanitario nazionale.

Il primo è il definanzamento. Già da anni lamentavamo un gap negativo tra esigenze di un servizio efficiente e moderno e le risorse annualmente conferite. Ma con l’attuale governo si è andati ben oltre le previsioni più negative: un milione di euro lo scorso anno; tre milioni nell’attuale finanziaria (e in parte significativa per il privato), a fronte di una inflazione che continua a galoppare, significa ridurre costantemente il rapporto fondo/pil, a un livello ormai tra i più bassi d’Europa. Durante l’esperienza del covid, onerosa oltre che dolorosa, si era parlato della possibilità di accedere ai fondi del MES per rifinanziare un SSN in crisi. Non lo si è fatto (anzi il MES non è ancora stato approvato dall’attuale parlamento) e oggi non si sa come trovare le risorse necessarie, stante l’acquiescenza del governo alla piaga ormai pervasiva della evasione/elusione fiscale di ampi strati della popolazione.

Secondo tema: l’autonomia differenziata. Era emerso chiaramente in corso di pandemia come non potessero reggere, né potessimo permetterci, venti diversi servizi sanitari regionali. Alcuni autorevoli giornali e commentatori esteri lo avevano ben certificato. Ora la minaccia (con il lodo Calderoli) è di fare ancora più e peggio: sancire il divario incolmabile nord-sud, e quello tra regione e regione. Stabilire così la fine di un SSN e sostituirlo con un sistema a macchia di leopardo disarticolato e disarmonico. Le regioni più ricche potranno forse trarne qualche beneficio, ma quelle più arretrate non potranno che ricavarne un’ulteriore debacle.

Terzo tema: la fuga degli operatori. Lo stiamo vedendo quasi quotidianamente: oltre 5000 medici già spariti dagli ospedali. Difficoltà a coprire le condotte dei medici di medicina generale. Non meno di 10000 infermieri mancanti alle esigenze di un servizio non solo ospedaliero ma anche territoriale. Le case di comunità ridotte a mura prive di personale. Le cause? Stipendi inadeguati, ma anche gli errori di programmazione dei decenni scorsi, e gli squilibri tra pubblico e privato. Ostacoli che non sono imputabili solo a questo governo, e che richiederanno anni per poter essere rimossi. E intanto?

Intanto vien meno la fiducia dei cittadini nel SSN. Pesano le liste di attesa, ormai insostenibili, e l’esigenza di ricorrere al privato puro per ottenere prestazioni in tempi utili. Pesa il venir meno dei servizi di prevenzione rispetto a quelli di sola diagnosi e cura. E anche il continuo deteriorarsi del pubblico rispetto a un privato sempre più aggressivo e pervasivo.

Il nostro presidente della repubblica ha di recente richiamato tutte le forze politiche alla esigenza di tutelare un bene pubblico primario come il SSN. Parole perse nel vento? A fronte dell’evidente e irresponsabile sordità del governo di destra, sapranno le opposizioni trovare la dignità e l’urgenza di un fronte comune che possa fare argine e offrire qualche plausibile soluzione?

 

Pino Landonio
Nato nel 1949, padre di due figli e nonno di 5 nipoti. Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1973, e specializzato in Ematologia (1978) e in Oncologia (1986). Ha lavorato come ematologo e poi come oncologo all’Ospedale Niguarda, dal 1975 al 2006. Dal 2005 al 2010 è stato Consigliere Comunale a Milano. Dal 2011 collabora con l’Assessorato al Welfare del Comune di Milano e coordina, a Palazzo Marino, l’iniziativa “Area P” (incontri mensili di poesia). Ha pubblicato, per Ancora, tre raccolte di “Dialoghi immaginari” con poeti di tutti i tempi e paesi (2015, 2017 e 2019) e “Guarda il cielo”(30 racconti, 2016). Ha inoltre pubblicato "Modello Milano " (Laurana, 2019); "Modello Lombardia?" (Ornitorinco, 2020); "E la gente rimase a casa" (La mano, 2021). (ndr)

 

 

 


© RIPRODUZIONE RISERVATA

27 OTTOBRE 2023