Elena Rinaldi  
  casa-della-cultura-milano      
   
 

GRILLO E LA SCIENZA CHE NON C'É


La politicizzazione della scienza e la sua mercificazione



Elena Rinaldi


altri contributi:



  rinaldi-grillo3.jpg




 

Il 'fenomeno Grillo', che ha destato soprattutto in seguito alle elezioni del 2013, notevole scalpore è stato la conseguenza di un irreversibile processo di trasformazione politica e istituzionale nel quale il cittadino vuole sentirsi parte attiva del cambiamento e sente l'esigenza sempre più impellente di una democrazia partecipata. Anche sulle questioni di carattere scientifico(ambientale, energetico, alimentare, tecnologico) negli ultimi anni si è registrato un aumento della volontà di partecipazione attiva della cittadinanza nel processo decisionale. La comunicazione scientifica e la legittimazione dell'argomentazione scientifica attraverso la presenza di esperti è stato uno dei fattori che hanno contribuito alla creazione del vasto consenso popolare che Beppe Grillo ha ottenuto dai suoi spettacoli teatrali all'entrata in politica. Egli stesso in un articolo pubblicato sul New Scientist ha accusato la classe politica di scarsa conoscenza scientifica e tecnologica e, in particolare sul tema delle energie rinnovabili, ha dichiarato di aver messo a conoscenza i cittadini delle idee di alcuni studiosi attraverso il blog, a differenza di quanto hanno fatto i giornalisti, spesso definiti dal comico 'venduti' ai poteri forti.

Se si analizzano gli spettacoli teatrali di Grillo, si nota che la strategia comunicativa è volta alla decostruzione della fiducia del pubblico nei confronti delle istituzioni, non solo politiche ma anche scientifiche. Negli spettacoli in cui parla di nanotecnologie, di energia, di canapa, di nucleare, Grillo utilizza metafore, costrutti linguistici e gestualità volte alla creazione della percezione di un rischio reale e concreto dovuto alla politicizzazione della scienza e alla sua mercificazione. Grillo infatti distingue tra la 'scienza buona', che lavora alla ricerca degli effetti collaterali delle nuove tecnologie sull'ambiente e sull'uomo, e la 'scienza cattiva' collusa con i poteri forti, che vede l'uomo non più come il fine della ricerca ma come lo strumento. Spesso Grillo ripropone pratiche mediche o strumenti del passato mentre definisce certa tecnologia, sia essa medica o ingegneristica, il frutto di una manipolazione della ricerca per fini commerciali che non tiene conto degli effetti sull'uomo. Grillo non si concentra mai sul processo di ricerca ma solo sul prodotto finale. Questa immagine del mercato che risucchia l'essere umano in un vortice senza fine, di una tecnologia che modifica l'ambiente e gli esseri viventi senza alcun vantaggio è resa in modo molto efficace con l'uso di metafore, di giochi linguistici, di figure retoriche. La scienza talvolta non genera sicurezza nel cittadino in quanto risulta incomprensibile a causa della iperspecializzazione del suo linguaggio e non sempre chiarisce o prevede le cause degli eventi ambientali che sconvolgono la vita del cittadino. Agli occhi della cittadinanza, in particolare di quella coinvolta nei movimenti di protesta ambientale territoriale, sono solo gli scienziati che possono portare verità nella politica e benessere sociale grazie al loro sapere tecnico. Si creano dunque luoghi e momenti di conoscenza comune e partecipata nei quali gli esperti, ovvero coloro che riesco a fornire numeri o a fare previsioni, sono considerati i personaggi più autorevoli. Grillo già prima della fondazione del Movimento 5 Stelle aveva compreso questa esigenza popolare e ne ha fatto negli anni la sua strategia di legittimazione. 

La mancanza di una cultura scientifica in Italia, le cui cause storiche e culturali sono oggi note,  comporta una scarsa conoscenza dei processi di ricerca scientifica e dunque una difficoltà di valutazione oggettiva dei risultati scientifici e dei prodotti tecnologici. Questo comporta una maggior facilità di persuasione delle strategie comunicative che inducono la decostruzione della fiducia nella scienza istituzionale con risultati talvolta pericolosi. E' il caso delle mammografie per esempio. Grillo definì lo screening costoso e inutile con conseguenze potenzialmente dannose per le donne che hanno fiducia nelle parole del comico. La discussione sulle mammografie è avvenuta anche negli Stati Uniti ma con altri toni e modi. Grillo porta quindi nella politica italiana argomenti nuovi ma il modo in cui vengono comunicati mira a creare paure nel cittadino e sfiducia nei confronti della politica e della sanità. Per mantenere salda la fiducia dei cittadini nella scienza è quindi necessario attuare una politica della cultura scientifica nelle scuole, nei mezzi di comunicazione e nei luoghi di aggregazione sociale e culturale.

 

 

 


© RIPRODUZIONE RISERVATA

12 Dicembre 2015