Jacopo Meldolesi  
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NEUROSCIENZE, PER CONOSCERE SE STESSI


Nuovi rapporti tra mente e corpo  



Jacopo Meldolesi


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In Italia il ruolo della scienza, in particolare della scienza biologica e biomedica che negli ultimi 50 anni ha ottenuto gli sviluppi ed i successi più straordinari, può sembrare duplice. Da un lato, infatti, la nostra scienza è quella che attira il più gran numero di giovani brillanti che, purtroppo, si trasferiscono spesso a lavorate in paesi più avanzati e non hanno possibilità di rientro; dall'altro lato la biologia e la biomedicina sono le scienze meno conosciute alla comunità culturale generale. Infatti, le occasioni per la loro presentazione, sui giornali e nella TV, sono di prestigio solo in alcuni casi, e non in molti altri. Al momento, quindi, gli scienziati e le loro idee sono largamente assenti a livello non solo culturale, ma anche sociale e politico. Di conseguenza, quando la situazione economica del nostro paese è divnuto preoccupante, il finanziamento della scienza è stato ripetutamente ridotto, con conseguenze negative, anzi largamente disastrose, per il suo progresso.

In termini culturali e sociali la situazione accennata finora non può essere considerata ragionevole. La cultura scientifica, soprattutto quella relativa al sistema nervoso, non riguarda soltanto gli scienziati ma tutti gli italiani. Tutti sanno di averlo, un sistema nervoso; e tutti sanno che questo sistema svolge un ruolo essenziale in moltissime funzioni del nostro corpo, soprattutto in quelle complesse. Si tratta di informazioni che molte persone "normali" hanno acquisito dall'osservazione dei difetti del cervello, indotti dal suo invecchiamento o dalle sue lesioni, causate da specifiche malattie o da incidenti. Altre sofferenze, tipiche anch'esse da ampie popolazioni della nostra comunità, nascono dalla partecipazione emotiva agli eventi quotidiani, partecipazione indotta non solo da tipiche malattie psicologiche, ma anche da esperienze negative che possono colpirci nel corso della vita. In tutte queste condizioni è estremamente importante la comprensione, da parte di chi soffre, degli aspetti scientifici delle sofferenze che lo/la hanno colpito/a. Questa comprensione, infatti, può aiutare la partecipazione cosciente, necessaria per sviluppare meccanismi di difesa.

A partire da queste considerazioni, e dal convincimento che molti aspetti della scienza sono di interesse almeno potenzialmente assai ampio nella comunità colta del nostro paese, abbiamo deciso di introdurre nella Casa della Cultura la presentazione di aspetti culturali umani tipici delle Neuroscienze, cioè delle scienze che si occupano del funzionamento del nostro sistema nervoso. La conoscenza scientifica di questo funzionamento non si è sviluppata tanti anni fa, ma è nata dal progresso di tutte le scienze biologiche e biomediche. Inizialmente questo progresso è stato il risultato di studi sulle cellule, spesso condotti a livello molecolare. Oggi lo studio cellulare non completa le neuroscienze ma si espande a livello di funzioni e di organo, proseguendo a ritmo crescente. L'aspetto che ci interessa per la nostra iniziativa culturale di oggi riguarda la comprensione di alcuni progressi sistemici complessi, e il trasferimento (in genere chiamato translazionale) di queste conoscenze verso la medicina avanzata. È arrivato quindi il momento di superare l'estraneità umana alla cultura scientifica. Quest'ultima, infatti, si occupa ormai non solo di problemi specialistici, ma anche di esperienze che riguardano l'intera popolazione.

Come alcuni dei nostri partecipanti ricorderanno, la presentazione delle Neuroscienze non comincia quest'anno. L'anno scorso (Ottobre-Novembre 2015), infatti, abbiamo già organizzato due incontri impostati sulle sue nuove frontiere. Il primo, relativo ad alcune funzioni chiave del cervello, fu tenuto da Giacomo Rizzolatti, un fisiologo noto in tutto il mondo per la sua scoperta dei neuroni a specchio, e da Andrea Moro, noto per lo sviluppo, anche in Italia, della psicolinguistica; il secondo, condotto da Stefano Cappa, un clinico personalmente attivo nella ricerca neuroscientifica, e da un filosofo della scienza, Telmo Piovani, fu invece focalizzato su aspetti più medici e di cultura generale delle neuroscienze.

Quest'anno procederemo con la stessa strategia generale. Gli incontri saranno focalizzati sulle neuroscienze come strumenti per conoscere se stessi. Il 17 Ottobre partiremo con i nuovi rapporti tra mente e corpo, discussi da Fabrizio Benedetti e Riccardo Fesce. Benedetti parlerà del così detto "effetto placebo", cioè dalle conseguenze indotte nell'organismo dalla somministrazioni di preparati privi di specifici effetti. Questi placebo funzionano infatti come strumenti nervosi attivi tra mente e corpo. Fesce parlerà del pensiero cosciente e del comportamento, due processi fondamentali governati e anche realizzati dai neuroni. Nel secondo incontro (21 Novembre) presenteremo altri aspetti fondamentali dei rapporti tra mente e corpo, relativi alla coscienza ed ai processi cognitivi, sviluppati da altri due scienziati biomedici, Marcello Massimini e Carlo Reverberi.

Per concludere, siamo già molto soddisfatti per gli incontri dell'anno scorso, che hanno condotto alla Casa della Cultura un notevole numero di partecipanti colti che hanno apprezzato l'iniziativa. Ci teniamo moltissimo che l'iniziativa di quest'anno sollevi altrettanto interesse ed abbia un effetto culturale analogo a quello dell'iniziativa precedente.

 

 


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08 Ottobre 2016

 

 

 

 

LE NUOVE FRONTIERE DELLA SCIENZA

Neuroscienze: nuovi strumenti per conoscere se stessi 

Incontri a cura di Jacopo Meldolesi

 

 

Primo incontro lunedì 17 ottobre 2016   ore 21

"Nuovi rapporti tra mente e corpo"

Intervengono: Fabrizio Benedetti, Riccardo Fesce