Bernardo De Bernardinis  
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PER UNA NUOVA CULTURA DEL SUOLO


Commento al libro di Paolo Pileri



Bernardo De Bernardinis


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Da anni Paolo Pileri ci ricorda che il suolo non è solo la base per le nostre attività, è anche un organismo vivente, un elemento essenziale per la nostra esistenza e per l'equilibrio dell'intero ecosistema terrestre. Ce ne accorgiamo quando vediamo le conseguenze e gli effetti negativi del suo degrado: cementificazione, contaminazione, erosione o desertificazione.

In particolare, il libro di Pileri Che cosa c'è sotto: il suolo, i suoi segreti, le ragioni per difenderlo (Altreconomia, 2015 e 2016) evidenzia soprattutto le conseguenze delle trasformazioni del paesaggio in termini di nuova "artificializzazione" del suolo: il suo consumo. Solo in Italia, spesso a causa di interessi speculativi e di strumenti urbanistici improvvisati e frammentati tra le diverse Amministrazioni, il cemento ha ormai coperto una superficie superiore a 21mila kmq. Pileri ricorda che il suolo è un bene comune, interfaccia tra terra, aria e acqua, che noi dobbiamo conoscere e riconoscere, insieme al "mondo di sopra" e che, invece, nelle nostre scuole e negli ambienti accademici viene spesso trascurato e dimenticato. 

Il testo ci spiega quanto perdiamo cementificando il suolo, sia in termini biofisici, sia in termini economici. Ogni giorno, secondo i dati Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) ampiamente citati dall'autore, spariscono 70 ettari di suolo (dati più recenti, ora disponibili sul sito dell'Ispra, confermano valori molto elevati anche se leggermente inferiori, con un consumo giornaliero compreso tra i 35 e i 55 ettari). Le conseguenze sono significative, ad esempio, in termini di perdita di superfici necessarie a garantire la produzione di alimenti, in grado di assicurare l'infiltrazione delle acque e la mitigazione dei fenomeni di dissesto, di mantenere la capacità di stoccare carbonio nel suolo e nella vegetazione. E "se l'uomo sceglie di sfruttare il suolo per uno o pochi dei suoi servizi [ad esempio come base per la costruzione di edifici o infrastrutture n.d.r.], deve sapersi accollare l'onere di fare lui quel che prima spontaneamente - e a costo zero - faceva il suolo".

Eppure, in Italia si continua a utilizzare, coprire, cancellare e consumare il suolo senza preoccuparsi di agricoltura, coste, caratteristiche geologiche. Un destino amaro quello del nostro fragile suolo, che viene sigillato in tempi record: 4 metri quadrati al secondo, con danni irreversibili per l'umanità e per l'ambiente. Un consumo di suolo che ha spazzato via indistintamente terreni agricoli, coste, fiumi e laghi nello stesso modo in cui si consumano aree protette e zone a pericolosità idraulica. Un processo finora mal regolato. 

Più del 20% delle coste italiane (oltre 500 Kmq, l'intera costa sarda) ormai non esiste più, come i 32.000 ettari di aree protette, il 10% delle zone a pericolosità idraulica e il 7% delle rive di fiumi e laghi. Non paghi di tutto ciò, abbiamo persino invaso il 2% delle zone considerate non consumabili (montagne, aree a pendenza elevata, zone umide). I dati stimati dall'Ispra confermano la perdita prevalente di aree agricole coltivate (60%), urbane (22%) e di suoli naturali vegetali e non (19%). 

Stiamo "sigillando" alcuni tra i terreni più produttivi al mondo, come la Pianura Padana, dove il consumo è salito al 12% e dove, in un solo anno, oltre 100.000 persone hanno perso la possibilità di alimentarsi con prodotti di qualità italiani. Altro fenomeno preoccupante è il cosiddetto "sprawl urbano": le città continuano ad espandersi disordinatamente e senza criterio, esponendosi sempre di più al rischio idrogeologico e amplificando l'impatto negativo della perdita di suolo. Esistono province, come Catanzaro, dove oltre il 90% del tessuto urbano è a bassa densità.

Pileri, nel suo libro, individua precise responsabilità: la rendita, l'impiego distorto degli oneri di urbanizzazione, la frammentazione amministrativa, la scarsa conoscenza e la poca consapevolezza delle funzioni del suolo, il mondo dell'urbanistica e le norme assenti o poco efficaci. 

Ma l'autore non si limita alla denuncia dello stato attuale: delinea, infatti, una complessa strategia di azioni per "uscire dalla morsa dei consumo di suolo", ricordando esperienze e buone pratiche ma concludendo che, "visto il punto di consumo a cui si è giunti, anche se si riuscisse a consumare e rimediare allo stesso tempo, non sarebbe più sufficiente. Oggi il consumo deve fermarsi", tutto dipende unicamente dal comportamento "degli inquilini del piano di sopra", che devono avviare un nuova cultura del suolo e avere la reale volontà di tutelarlo.

 

Bernardo De Bernardinis

 

 

N.d.C. - Bernardo De Bernardinis è presidente dell'Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale). È stato professore ordinario di Idraulica e ha insegnato presso le Università degli Studi di Genova, della Basilicata, di Roma "Tor Vergata", di Cagliari e, come visiting professor, presso l'Imperial College of Science and Technology di Londra. È stato membro di collegi di docenti di scuole di dottorato presso le Università di Firenze e Cosenza e ha organizzato o partecipato a decine di convegni, seminari, incontri, anche in sedi estere. Ha svolto ricerca scientifica di base nei settori della meccanica dei fluidi, della fluodinamica numerica e dell'idraulica e ricerca tecnologica nel campo dei sistemi idrici complessi, dei sistemi territoriali e della loro vulnerabilita?. Ha dato alle stampe oltre sessanta pubblicazioni scientifiche e relazioni tecniche. Prima di essere nominato presidente dell'Ispra ha guidato il Consiglio scientifico dell'Istituto di metodologie avanzate di analisi ambientale (Imaa) del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr); ha diretto l'Ufficio pianificazione, valutazione e prevenzione dei rischi (poi rinominato: Previsione, valutazione, prevenzione e mitigazione dei rischi naturali) e l'Ufficio gestione delle emergenze del Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri. In questa veste è stato componente di commissioni e comitati tecnici e/o scientifici, nonché gruppi di studio e lavoro di interesse nazionale e internazionale.

L'Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) è stato istituito con la legge 133/2008. È un ente pubblico di ricerca, dotato di personalità giuridica di diritto pubblico, autonomia tecnica, scientifica, organizzativa, finanziaria, gestionale, amministrativa, patrimoniale e contabile. È sottoposto alla vigilanza del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare che si avvale dell'Istituto nell'esercizio delle proprie attribuzioni, impartendo le direttive generali per il perseguimento dei compiti istituzionali (fonte: sito web Ispra). Tra le pubblicazioni recenti dell'Istituto, v.: Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici, Ispra 2016. 

N.B. I grassetti nel testo sono nostri.

R.R.

 


© RIPRODUZIONE RISERVATA

28 Ottobre 2016

CITTÀ BENE COMUNE

Ambito di dibattito sulla città, il territorio e la cultura del progetto urbano e territoriale

a cura di Renzo Riboldazzi cittabenecomune@casadellacultura.it

 

 

Gli incontri 

- 2016: programma /presentazione

- 2015: programma /presentazione

- 2014: programma /presentazione

- 2013: programma /presentazione

 

Interventi, commenti, letture

- V. Pujia, Politiche per la casa: una difficile transizione, commento a: S. Santangelo, Edilizia sociale e urbanistica (Carocci, 2015)

- U. Fadini, Per una nuova alleanza tra città e campagna, commento a: I. Agostini, Il diritto alla campagna (Ediesse, Roma, 2015) 

- E. Battisti, Contro l'urbanistica? No, serve un'idea di città, intervento all'incontro con F. La Cecla, 2 maggio 2016

- V. Gregotti, Il futuro si costruisce giorno per giorno, intervento all'incontro su Bernardo Secchi, 23 maggio 2016.

- P. Gabellini, Un razionalismo intriso di umanesimo, commento a: R. Pavia, Il passo delle città (Donzelli, 2015)

- A. Lanzani, Quali politiche per la città?, Commento al primo rapporto di Urban@it

- M. Romano, I nemici della libertà commento a: A. Lanzani, Città territorio urbanistica tra crisi e contrazione (FrancoAngeli, 2015)

- F. Mancuso, Identità e cittadinanza nelle piazze d'Europa, commento a: M. Romano, La piazza europea (Marsilio, 2015)

- S. Tintori, Metropoli o città metropolitana? Verso l'irrazionale, lo spontaneo, il primitivo, l'immateriale

- A. Villani, Progettare il futuro o gestire gli eventi? Le origini della pianificazione della città metropolitana

- L. Meneghetti, Città metropolitana, policentrismo, paesaggio

- A. Monestiroli, Quando è l'architettura a fare la città. Cosa ho imparato da Milano

- F. Ventura, Urbanistica: né etica, né diritto, commento a: S. Moroni, Libertà e innovazione nella città sostenibile (Carocci, 2015)

- G. Ottolini, Arte e spazio pubblico, commento a: A. Pioselli, L'arte nello spazio pubblico (Johan & Levi, 2015) 

- G. Laino, Se tutto è gentrification, comprendiamo poco, commento a: G. Semi, Gentrification. Tutte le città come Disneyland? (il Mulino, 2015)

- F. Gastaldi, Gentrification. Tutte le città come Disneyland?,  recensione del libro di G. Semi (il Mulino, 2015)

- G. Consonni, Un pensiero argomentante, dialogico, sincretico, operante, commento a G. Becattini, La coscienza dei luoghi (Donzelli, 2015)

- V. Gregotti, Bernardo Secchi: il pensiero e l'opera

- R. Pavia, Il suolo come infrastruttura ambientale. Commento a: A. Lanzani, Città territorio urbanistica tra crisi e contrazione (FrancoAngeli, 2015)

- G. Tagliaventi, L'arte della città 100 anni dopo. Commento a: R. Milani, L'arte della città (il Mulino, 2015)

- A. Villani, Disegnare, prevedere, organizzare le città…, Commento a: F. La Cecla, Contro l'urbanistica (Einaudi, 2015)

- R. Milani, Per capire bisogna toccare, odorare, vedere... ,  Commento a: F. La Cecla, Contro l'urbanistica (Einaudi, 2015)

- M. Ponti, Il paradiso è davvero senza automobili? Commento a: A. Donati e F. Petracchini, Muoversi in città (Ed. Ambiente, 2015)

- S. Brenna, La strana disfatta dell'urbanistica pubblica. Note sullo stato della pianificazione italiana

- F. Ventura, Lo stato della pianificazione urbanistica. Qualche interrogativo per un dibattito

- G. Tonon, Città e urbanistica: un grande fallimento, intervento all'incontro con P. Berdini del 18 maggio 2015

- R. Mascarucci, A favore dell'urbanistica, commento a: F. La Cecla, Contro l'urbanistica (Einaudi, 2015)

 - P.Colarossi, Fare piazze, commento a: M. Romano, La piazza europea (Marsilio 2015)

- J.Gardella, Mezzo secolo di architettura e urbanistica, dialogo immaginario sulla mostra "Comunità Italia", Triennale di Milano, 2015-16

- G.Pasqui, Pensare e fare Urbanistica oggi, recensione a A.Lanzani, Città territorio urbanistica tra crisi e contrazione (Franco Angeli, 2015)

- L.Colombo, Urbanistica e beni culturali, Riflessione a partire da La Cecla, Moroni e Montanari  

- L.Meneghetti, Casa, lavoro, cittadinanza. Seconda parte

- F.Ventura, Urbanistica: tecnica o politica?, commento a: L. Mazza, Spazio e cittadinanza (Donzelli, 2015)

- P.C.Palermo, Per un'urbanistica che non sia un simulacro, commento a: L. Mazza, Spazio e cittadinanza (Donzelli, 2015)

 - S.Moroni, Governo del territorio e cittadinanza, commento a L.Mazza, Spazio e cittadinanza.(Donzelli, 2015) 

 - P.Berdini, Quali regole per la bellezza della città?, commento a S.Moroni, Libertà e innovazione nella città sostenibile (Carocci, 2015)  

 - R.Riboldazzi, Perchè essere 'pro' e non 'contro' l'Urbanistica, commento a F.La Cecla, Contro l'urbanistica (Einaudi, 2015)

 - P. Maddalena, Addio regole. E addio diritti e bellezza delle città, prefazione a: P. Berdini, Le città fallite (Donzelli, 2014)

- S. Settis, Beni comuni fra diritto alla città e azione popolare, introduzione a: P. Maddalena, Il territorio bene comune degli italiani (Donzelli, 2014)

- L. Meneghetti, Casa, lavoro cittadinanza. Il nodo irrisolto dell'immigrazione nelle città italiane

- M. Romano, Urbanistica: 'ingiustificata protervia', recensione a: S. Moroni, Libertà e innovazione nella città sostenibile (Carocci, 2015)

- P. Pileri, Laudato si': una sfida (anche) per l'urbanistica, commento all'enciclica di Papa Francesco (2015)

- P. Maddalena, La bellezza della casa comune, bene supremo. Commento alla Laudato si' di Papa Francesco (2015)

- S. Settis, Cieca invettiva o manifesto per una nuova urbanistica? Recensione a: F. La Cecla, Contro l'urbanistica (Einaudi, 2015)

- V. Gregotti, Città/cittadinanza: binomio inscindibile, Recensione a: L. Mazza, Spazio e cittadinanza (Donzelli, 2015)

- F. Indovina, Si può essere 'contro' l'urbanistica? Recensione a: F. La Cecla, Contro l'urbanistica (Einaudi, 2015)

- R. Riboldazzi, Città: e se ricominciassimo dall'uomo (e dai suoi rifiuti)? Recensione a: R. Pavia, Il passo della città (Donzelli 2015)

- R. Riboldazzi, Suolo: tanti buoni motivi per preservarlo, recensione a: P. Pileri, Che cosa c'è sotto (Altreconomia, 2015)

- L. Mazza, intervento all'incontro con P. Maddalena su Il territorio bene comune degli italiani (Donzelli, 2014)

- L. Meneghetti, Dov'è la bellezza di Milano? , commento sui temi dell'incontro con P. Berdini su Le città fallite(Donzelli, 2014)

- J. Muzio, intervento all'incontro con T. Montanari su Le pietre e il popolo(mimum fax, 2013)

- P. Panza, segnalazione (sul Corriere della Sera dell'11.05.2014)