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ANTONIO GRAMSCI E LA SINISTRA


Il fondatore dell' 'Unità ' è scomparso come il suo giornale?






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In occasione dell'anniversario di Antonio Gramsci a 'sinistra ' (poi ognuno pensi quello che desidera) non si è scritta nemmeno qualche pagina che abbia un interessante rilievo storico o teorico. Solo un po' di filologia puntigliosa ma marginale. La filologia del resto ha due caratteristiche opposte: o è la scoperta di qualsiasi elemento culturale da giocare nella contemporaneità, o è un nobile commiato nelle biblioteche degli specialisti. Nel caso di Gramsci vi è stata una sorte più elementare: il fondatore dell' 'Unità ' è scomparso come il suo giornale. 'Non è più attuale ' afferma una risposta politica e culturale. Anche se avremmo dovuto imparare che 'attuale ' e 'inattuale ' non è una opposizione per nulla lineare, e quando la è manca di una sufficiente modesta riflessione. E poi, stando a quello che è realmente accaduto, chiunque può trovare nei Quaderni molte riflessioni che sono entrate nella cultura alta italiana, e non pochi temi politici in altre aree come il Sud America, oltre i confini europei. Il mondo resta diseguale anche se il capitalismo è diffuso su scala planetaria.

 

L'opera di Gramsci, in più di una apertura storica (per esempio taylorismo e fordismo) può indicare la necessità di conoscere chiaramente le condizioni del lavoro sociale. Probabilmente il suo lavoro intellettuale appartiene, come diceva Habermas, a quel 'moderno ' che non si è realizzato. Se poi si vuole dire, con il facilissimo senso del poi (compreso il mio), che la decisione comunista del 21 e la politica dei socialisti massimalisti, nonostante tutte le suggestioni del momento, fossero fuori tempo nel quadro italiano con il fascismo in ascesa, è vero. Ma Gramsci ha passato in carcere anni proprio per comprendere questa circostanza tragica: i concetti come 'guerra di posizione ' ed 'egemonia ' riassumono un pensiero critico molto ampio. La sua eticità in relazione al senso della politica è poi l'insegnamento più duraturo. Qui era necessario lavorare anche con se stessi, magari con uno sguardo alla Benjamin. Non lo si è fatto: ed è male. Così Gramsci entra a far parte di quei racconti che soddisfano una vana curiositas e, talora, una opportunità politica maliziosa. Non credo fosse necessario che accadesse così.

 


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03 Aprile 2015

        Il mondo resta diseguale anche se il capitalismo è diffuso su scala planetaria

 

 

 

       La sua eticità in relazione al senso della politica è l'insegnamento più duraturo