Giacomo Bottos  
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PANDORA, UN PROGETTO GENERAZIONALE


Una rete di giovani, sparsi in tutta Italia, in cerca di nuove forme di elaborazione culturale e nuovi nessi



Giacomo Bottos


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Inizio con grande piacere a scrivere su questo spazio, gestito da un'istituzione come la Casa della Cultura, che ad una grande e affascinante storia aggiunge il merito di non adagiarsi su questo prestigioso passato, tentando continuamente di rinnovarsi e di intercettare i nuovi fermenti che emergono dalla società o, qualora questi scarseggino, di suscitarne di nuovi.

Si tratta di un lavoro prezioso e l'ispirazione che lo muove è simile - mi sembra di poter dire - a quella che, nel suo piccolo, anima Pandora. In questo intervento cercherò appunto di spiegare in che cosa consista il progetto Pandora e quali siano le idee che ne stanno alla base.

Pandora è un progetto generazionale. È un'associazione e una rete di giovani, sparsi in tutta Italia, che condividono alcune idee riguardo alla politica e alla necessità di trovare nuove forme di elaborazione culturale e nuovi nessi di questa con la politica stessa. Il carattere giovanile dell'iniziativa non è legato ad alcun tipo di 'nuovismo ', ma al contrario serve a riaffermare polemicamente l'attualità e l'esigenza di un lavoro di riflessione forte sul presente e la necessità di questo lavoro per un rinnovamento reale e non di facciata della politica.

Al centro delle attività dell'associazione sta la rivista. Esce con cadenza indicativamente quadrimestrale. A un articolo di apertura scritto da una personalità rilevante del mondo intellettuale seguono contributi di ragazzi giovani, scelti con l'intento di individuare persone che uniscano un percorso di approfondimento culturale all'interesse e all'attività politica. Anche dal punto di vista delle discipline, il tentativo è di adottare una pluralità di prospettive sullo stesso tema. L'obiettivo delle analisi ha sempre come orizzonte la comprensione del presente.

Pandora è anche un sito internet (http://www.pandorarivista.it) che prosegue, amplia e diffonde la ricerca della rivista. Sul sito escono frequentemente molti nuovi articoli, ulteriori rispetto a quelli che si possono trovare sulla rivista, su una varietà di temi, coniugando riflessione sull'attualità e approfondimento teorico.

Pandora infine è un insieme di iniziative, svolte direttamente o da realtà locali ad essa collegate. Presentazioni di libri, seminari, dibattiti con l'intento di far proseguire la discussione, di costruire e moltiplicare i luoghi reali dove essa possa svilupparsi.

Pandora è un progetto in divenire che nasce da un'esigenza e un bisogno condiviso, il bisogno di una politica di tipo diverso rispetto a quella a cui il presente ci ha abituato.

Questo bisogno però si scontra con enormi difficoltà poste dalla contemporaneità, difficoltà che è necessario affrontare preliminarmente e la cui analisi scandisce il percorso di approfondimento proposto dalla rivista e dagli articoli online. Parafrasando l'antica immagine che dà il nome alla rivista, se nel mondo in cui viviamo 'altri mali ' (il neoliberismo, il populismo, l'antipolitica...), che rendono difficoltoso un ritorno della politica-progetto, 'vanno errando fra gli uomini ', occorre conoscere e nominare questi mali per poter poi riaprire uno spazio per la speranza di nuove forme di agire collettivo.

Questa ricerca non assume però un carattere semplicemente teorico. Pandora, come 'collettivo di pensiero ' giovanile, formato da persone che al tempo stesso si misurano spesso anche con la concretezza dell'attività politica, vuole essere essa stessa un esperimento, una ricerca di nuove forme di collegamento tra 'teoria ' e 'prassi ' adeguate al presente. Un presente, che la vulgata vuole caratterizzato dall'attributo della 'complessità ', non deve condurci all'abbandono del tentativo di comprenderlo, ma piuttosto all'intensificazione della riflessione e alla creazione di nuove forme che possano alimentare lo scambio tra luoghi di analisi e immaginazione politica.

Tutto questo va però solidamente ancorato ad una realtà storica in evoluzione. È per questo che il secondo numero della rivista, che sta uscendo in questi giorni, è dedicato al tema del potere. Parrebbe un'ovvietà affermare che la politica debba confrontarsi con il tema del potere, eppure oggi questa sembra quasi un'affermazione eretica. Il potere è, nell'immaginario collettivo, qualcosa di sordido, legato a scandali, corruzione e privilegi. La politica, ansiosa di mostrarsi trasparente 'come una casa di vetro ', smarrisce il problema della propria efficacia, del rapporto fra finalità politiche e dei mezzi idonei a realizzarle, in altre parole smarrisce se stessa.

Un'indagine sul potere, per capire come esso è cambiato, dove e a che scala si è dislocato, che forme assume oggi e in quali sfere abita (mediatica, finanziaria, geopolitica...) è ineludibile per poter pensare poi di formulare una proposta politica all'altezza delle sfide di quest'epoca.

Intorno a questo tema abbiamo chiesto i contributi di 21 giovani, studiosi e politici, che abbiamo raccolto assieme ad un intervento iniziale di Giulio Sapelli. Va da sé che questa riflessione non vuole restare lettera morta. Anche il recupero della forma classica della rivista è accompagnato dal tentativo di inserirla al centro di una serie molteplice di strumenti che possano andare nella direzione di ricostruire un dibattito intellettuale ricco, espansivo e partecipato.

 


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04 Aprile 2015

       Il carattere giovanile dell'iniziativa non è legato ad alcun tipo di 'nuovismo ', ma al contrario serve a riaffermare polemicamente l'attualità e l'esigenza di un lavoro di riflessione forte sul presente e la necessità di questo lavoro per un rinnovamento reale e non di facciata della politica 

 

 

 

       è un progetto in divenire che nasce da un'esigenza e un bisogno condiviso, il bisogno di una politica di tipo diverso rispetto a quella a cui il presente ci ha abituato

 

 

 

       Un presente, che la vulgata vuole caratterizzato dall'attributo della 'complessità ', non deve condurci all'abbandono del tentativo di comprenderlo, ma piuttosto all'intensificazione della riflessione e alla creazione di nuove forme che possano alimentare lo scambio tra luoghi di analisi e immaginazione politica

 

 

 

       La politica, ansiosa di mostrarsi trasparente 'come una casa di vetro ', smarrisce il problema della propria efficacia, del rapporto fra finalità politiche e dei mezzi idonei a realizzarle, in altre parole smarrisce se stessa