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Eterno è il mondo delle cose che non si possono esprimere, a meno che non si esprimano bene T. Mann
Le cose più importanti sono le più difficili da dire. Sono quelle di cui ci si vergogna, poiché le parole le immiseriscono – le parole rimpiccioliscono cose che finché erano nella vostra testa sembravano sconfinate, e le riducono a non più che a grandezza naturale quando vengono portate fuori. Ma è più che questo, vero? Le cose più importanti giacciono troppo vicine al punto dov’è sepolto il vostro cuore segreto, come segnali lasciati per ritrovare un tesoro che i vostri nemici sarebbero felicissimi di portare via. E potreste fare rivelazioni che vi costano per poi scoprire che la gente vi guarda strano, senza capire affatto quello che avete detto, senza capire perché vi sembrava tanto importante da piangere quasi mentre lo dicevate. Questa è la cosa peggiore, secondo me. Quando il segreto rimane chiuso dentro non per mancanza di uno che lo racconti ma per mancanza di un orecchio che sappia ascoltare S. King
Dire di sé. Un lento tirocinio tra sguardi, ascolti e … grammatica Scuola di Autobiografia Edizione 2025 A cura di Emanuela Mancino
"Scrivere (e in particolare, scrivere di sé) non significa soltanto scegliere le parole per dire: si tratta anche di escluderne altre, di riscrivere, di limare. Perché le parole si avvicinino alle idee e alle cose, è necessaria precisione. Questa deriva dalla capacità di cogliere, mimare, restituire e padroneggiare sfumature spesso impercettibili, ancor più spesso nascoste. Farsi sottili nello sguardo è arte discreta, delicata, difficile. Abituati a spiare, scoprire, indagare e quotidianamente immersi nel mondo della visibilità degli altri e di noi stessi, poco sappiamo abitare gli spazi della sottrazione, del “privato”, di ciò che arretra. Imparare a guardare in silenzio vorrà dire allora apprendere a trattenere, a mantenere (tenere per mano lo sguardo per osservarlo con calma. Ci si accorgerà dei nostri stili di contatto – non solo visivo; con gli altri e con noi stessi, ci si avvicinerà alla calma di uno sguardo lento, che si prende cura di ciò che contempla ed insieme di chi guarda. Nella relazione, soprattutto educativa, lo sguardo che sa prendersi tempo permette lo sviluppo di uno scambio che altrimenti incontrerebbe scorciatoie rischiose, rifugi rassicuranti, e scenari “già visti”. Lo sguardo in ascolto sarà allora una pratica di incontro lento con se stessi, recuperando i meccanismi di una grammatica capace di diventare codice di accesso ad impreviste occasioni di noi." Emanuela Mancino
Programma e calendario degli incontri
Le lezioni si svolgeranno di martedì dalle ore 18.00 alle ore 20.00
1. Guardare. Le cose visibili e le pagine come finestre.
18 marzo
2. L’imprevisto. La parola tra istanti e contingenze
1 aprile
3. Il silenzio fra noi. Scrivere senza nominare
15 aprile
4. Solo apparenza? Dedizioni e distrazioni estetiche
29 aprile
5. Ascia, mare di ghiaccio, intimità. Smontare e misurare per una grammatica che (si,ci) fa sentire
13 maggio
Tutor diarista: Elisa Asnaghi
Iscrizioni entro il 14 marzo 2025 inviando copia del bonifico del contributo di 150 euro a info@casadellacultura.it IBAN IT 79 C 03069 09606 1000 0012 4484 Sono previsti sconti per gli studenti Associazione Casa della Cultura – Via Borgogna 3 – 20122 Milano 02 795567 e-mail: info@casadellacultura.it - www.casadellacultura.it
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Altri appuntamenti
- il programma di Monterosso:
- un invito per Busto Arsizio : all'interno del Festival Filosofarti, Ragione e Sentimento: il 7 marzo presso il Museo del Tessile di Busto Arsizio presenterò il testo: Capi delicati
- il 28 marzo, presso il Cineteatro Astrolabio di Villa Santa: una conversazione tra musica e parole: dialogherò con Diana Tejera, cantautrice e autrice di colonne sonore che ha collaborato con Patrizia Cavalli nel restituire note alla sonorità di alcuni testi della poetessa. Ascolteremo brani eseguiti e cantati dal vivo e ci metteremo in ascolto del lavoro della poesia.
© RIPRODUZIONE RISERVATA 27 FEBBRAIO 2025 |