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Stamattina abbiamo appreso che le forze dell'ordine hanno sgomberato il centro sociale Leoncavallo. Una notizia sgradevole e urticante. Si tratta di una scelta che rischia di compromettere un'attività culturale e sociale che perdura da mezzo secolo.
Ancora più inquietanti sono le motivazioni addotte. In modo spudorato e con imbarazzante faccia tosta il governo, con la Presidente del Consiglio in prima fila, hanno rivendicato l'iniziativa in nome della difesa intransigente della legalità: una difesa a senso unico, che neppure sfiora realtà come Casa Pound.
La Casa della Cultura di Milano ribadisce l'attenzione e l'interesse per le attività culturali che si sono svolte presso il Leoncavallo: la loro sospensione e un loro eventuale annullamento sarebbero un grave impoverimento della pluralità e della vivacità culturale della città.
Con altrettanta fermezza la Casa della Cultura esprime viva preoccupazione e condanna per gli evidenti tentativi di normalizzazione autoritaria della vita culturale e di riduzione degli spazi di creatività giovanile e culturale.
La libertà e la creatività culturale sono valori importanti e imprescindibili della vita sociale e cittadina: la Casa della Cultura continuerà a sostenerli e difenderli con intransigenza.
Ferruccio Capelli Direttore della Casa della Cultura
© RIPRODUZIONE RISERVATA 23 AGOSTO 2025 |