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SCAMBIO EPISTOLARE SU UN NODO CRUCIALE


Casa della Cultura: radicamento cittadino e crescita nazionale






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Pubblichiamo lo scambio epistolare tra un fruitore appassionato e il direttore sulle modalità di partecipazione alle attività della Casa della Cultura

 

Caro Direttore,

A chi appartiene la Casa della cultura?

Ha solo una dimensione locale o nazionale?

Pur essendo una realtà milanese, la Casa della cultura ha assunto nel tempo, soprattutto negli ultimi anni, grazie alle nuove tecnologie, una dimensione nazionale. Ognuno può collegarsi, interagire. È diventata vieppiù un’Università, una Scuola" senza l'obbligo di frequenza" in loco.
Ecco questo è il problema Ferruccio. Capisco il preoccuparsi di mantenere il luogo fisico, non perderlo a favore di quello virtuale. Bella è la presenza fisica, il guardarsi in faccia, la condivisione corporea dello stare insieme. Ma quanti possono farlo? Non certamente quelli che non abitano a Milano, quelli che abitano in altre parti d'Italia (o in Europa: io anni fa mi collegavo da Londra). Ma anche chi abita nell'hinterland ha difficoltà ad intervenire. Tra treni, tram, metrò, ci possono volere in tutto (da casa a casa) anche 3 ore. E tre ore sono tante. E poi bisognerebbe essere efficienti, giovani. E gli anziani, i fragili , quelli costretti a casa (quelli che sono stati e sono l'anima della Casa con il loro costante desiderio). Tagliati fuori! Un offensivo atteggiamento di questa società che si basa sull' ableismo ed ora anche sull' ageismo.

Facciamo, come simulazione, la prova di accettare che gli incontri di Filosofia si svolgano solo in presenza. Allora è importante fare una analisi statistica (anche grossolana) sull'aumento della frequenza e sull' età dell'audience. Tutto sarà giustificato se ci saranno più persone e più giovani.
Quanto a me, superati la sorpresa, la mortificazione, il senso di emarginazione ed il "furto" mi accontenterò dei video registrati (lo faccio quasi giornalmente da almeno 10 anni).
L'unico rammarico è che questa decisione limita il volere e si muove tra costrizione e libertà.

Con affetto e grande riconoscenza.
Ciro Gallo


PS sarebbe utile che quanto sopra insieme alla tua risposta fosse pubblicata, forse per aprire un dibattito più ampio.

 

***

 

Caro Ciro Gallo,

grazie della tua lettera. Bella e interessante. Ragiona su problemi reali, su alcuni nodi che affrontiamo giornalmente.

Innanzitutto è vero che la Casa della Cultura, istituzione orgogliosamente milanese, ha assunto via via una dimensione nazionale. Lavora in rete con altre realtà culturali distribuite in tutto il paese e, soprattutto, il suo pubblico è ormai distribuito su tutta l'Italia. Come tu sai i social ti danno la possibilità di verificare la provenienza dei collegamenti: da tempo all'incirca la metà di chi segue tramite i social le nostre iniziative vive o almeno si trova al di fuori della Lombardia.

Qui sta il primo problema che dobbiamo affrontare: mantenere il radicamento cittadino e valorizzare la nuova dimensione nazionale. Non facile: è bene sapere che è una questione su cui ci interroghiamo ogni giorno. Un equilibrio difficile da costruire.

Seconda questione: il remoto è una risorsa enorme, rende possibile la fruizione delle nostre iniziative senza barriere di tempo e di spazio. Moltiplica per dieci, per venti, per cento e più i fruitori dei nostri incontri. Ma, ecco la questione che non ti sfugge, svuota la presenza e la partecipazione. Come evitarlo? Invitare alla presenza, sicuramente. Ma come si vede un invito garbato, per quanto pressante, non sembra sufficiente. E allora ecco il tentativo di mettere qualche freno. La scuola di cultura politica, ad esempio, non è mai trasmessa in streaming. Gli iscritti partecipano in presenza oppure in collegamento zoom in modo tale da realizzare sempre una realtà seminariale, per garantire la possibilità di discutere assieme e in modo approfondito. E ora abbiamo introdotto una novità anche per il seminario autunnale di filosofia: lezione solo dal vivo, niente streaming, registrazione a disposizione di tutti solo a chiusura della lezione. Sono solo due settimane che lo sperimentiamo, ma i risultati sono interessanti. In sala si è riformato un pubblico partecipante, non paragonabile alle belle sale piene di un tempo, di prima del Covid, ma pur sempre una realtà confortante. E soprattutto un dibattito vero, caldo, realmente interattivo che con lo streaming non è mai possibile.


Come vedi, caro Ciro Gallo, la situazione sta esattamente nei termini che tu hai colto. In continua evoluzione: le tecnologie ci sfidano ogni giorno. E noi non possiamo permetterci il lusso di restare fermi. Ti anticipo che stiamo progettando anche una prima offerta di podcast: tanti giovani ne usufruiscono e noi vogliamo tentare di intercettare anche loro.

Ed è altrettanto vero che le risposte dobbiamo cercarle sul campo, ogni giorno. Il mondo del dopo Covid è profondamente diverso da quello di prima. Nel campo della fruizione culturale vi è un autentico abisso che separa il prima e il dopo. Si procede per tentativi. Ma anche con la convinzione che affrontando le innovazioni a viso aperto, senza paura, si possono ottenere risultati perfino sorprendenti.
Il nostro canale YouTube ha raggiunto l'incredibile numero di trentacinquemila iscritti. Ancora di più sono i nostri likers su Facebook. Le visualizzazioni su YouTube stanno superando i cinque milioni. E ogni giorno Facebook ci riserva splendide sorprese. Nelle prossime settimane dovremo affacciarci anche su Instagram e poi tentare anche la strada di Spotify. Insomma non possiamo stare fermi.
L'importante comunque, in mezzo a queste sfide comunicative e organizzative, è tenere fermi i tratti distintivi essenziali della Casa della Cultura: qualità e rigore nella scelta degli argomenti e degli interlocutori; nessun approccio apologetico o propagandistico, ma sempre una proposta che apra lo sguardo e alimenti il pensiero critico. Qualità rigore, apertura, pensiero critico: questa è la proposta culturale che deve vivere in via Borgogna e deve camminare anche in rete, nel difficile ma assolutamente ineludibile mondo dei social.

Ultima questione: inviti a pubblicare questa discussione. Richiesta ragionevole: stiamo toccando questioni decisive per l'attività di questa istituzione. E allora pubblichiamo il tutto sul nostro sito: www.casadellacultura.it .

Con un caro saluto
Ferruccio Capelli
Direttore della Casa della Cultura


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03 OTTOBRE 2025