Francesco Gastaldi  
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IA E CITTÀ: OPPORTUNITÀ O RISCHIO?


Commento al libro di Paolo Fusero



Francesco Gastaldi


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Finalmente avremo strumenti in grado di comprendere e prevedere al meglio il futuro delle città? L’Intelligenza Artificiale potrà aiutarci a comprendere scenari, complesse sfide globali e le “crisi” dell’inizio del XXI secolo? In un quadro ricco di incertezza e indeterminazione in cui la pianificazione urbana dimostra spesso segnali di crisi o di impotenza circa gli effetti e l’efficacia degli strumenti previsionali, il libro di Paolo Fusero, Hypercity. Intelligenza artificiale e città del futuro (FrancoAngeli, 2024), si propone di indagare le ricadute dello sviluppo dell’intelligenza artificiale (IA), sia in chiave interpretativa dei fenomeni che avvengono nello spazio urbano (al tempo stesso fisici e sociali) sia come strumento a supporto di scelte progettuali e policy.

L’IA può essere vista come un aspetto assai particolare della nostra evoluzione che – evidenzia Paolo Fusero – a differenza delle innovazioni tecnologiche del passato sta progredendo a una velocità tale che la sua applicazione non è sempre dettata dalla risoluzione di un problema preesistente. Tradizionalmente la società esprimeva un bisogno e scienziati o tecnici si adoperavano per trovare una soluzione tecnica; con l’IA, invece, la tecnologia avanza così rapidamente che non si sa ancora a cosa potrà essere applicata in futuro. In un’intervista di febbraio di quest’anno, l’autore paragona questa situazione alla scoperta del fuoco da parte dei nostri antenati che non avevano la minima idea di come quell’evento avrebbe potuto cambiare completamente il loro mondo e dare inizio a una nuova civiltà. Lo stesso può dirsi dell’IA che ha manifestato sempre più chiaramente la sua natura intrinseca fondata sulla sua capacità di evolversi autonomamente. Fusero non a caso sottolinea una distinzione fondamentale tra l’organizzazione tradizionale delle conoscenze e quella propria dell’intelligenza generativa. Paragona, cioè, le conoscenze tradizionali a una biblioteca: storicamente stratificate e gerarchicamente organizzate. Al contrario, il modello di conoscenza dell’IA è di tipo “organico”, simile a un organismo vivente che si modifica e cresce in forme non sempre definite e prevedibili.

L’autore, tuttavia, ci mette subito in guardia affermando che uno strumento come questo utilizzato sul fronte della conoscenza e del progetto della città e del territorio presenta da un lato potenziali benefici e dall’altro controindicazioni di non secondaria importanza. I benefici potrebbero essere letti come una visione positiva (ma non ingenua) poiché riferibili a cambiamenti radicali nel governo del territorio. Per l’autore, l’IA potrà diventare il cuore pulsante delle città dove soluzioni all’avanguardia di tipo gestionale potrebbero offrire strumenti concreti per ottimizzare la gestione delle risorse e più in generale, innalzare la qualità della vita. Il rovescio della medaglia, al contrario, riguarda i rischi e le implicazioni negative dell’IA che comprendono: i costi energetici e idrici, la privacy, la manipolazione dell’informazione, l’impatto sul mercato del lavoro, ma anche aspetti più umani come le riflessioni pedagogiche, la disumanizzazione e l’eccesso di previsioni in sistemi complessi come quelli urbani.

Fra gli aspetti problematici occorre considerare, in particolare, i costi energetici e idrici. L’enorme consumo di energia e acqua necessari per produrre e addestrare gli algoritmi di IA, specialmente per il raffreddamento dei sistemi, vanno adeguatamente preventivati. Non solo. Il concetto tradizionale di privacy viene fortemente messo in discussione, considerando l’ampia raccolta e analisi di dati personali da parte dei sistemi di IA. Le “fake news” rappresentano altresì un problema allarmante poiché l’IA è in grado di generare video, immagini e audio falsificati, rendendo difficile distinguere la realtà dalla finzione. Questo con impatti rilevanti sulla possibilità di condizionare l’opinione pubblica, anche durante le fasi elettorali. Tutti questi aspetti finiscono per condensarsi in un punto comune: le città o, meglio, nei sistemi urbani complessi. Secondo Fusero la loro forma fisica non sarà modificata nel breve periodo dall’IA, ma potrebbe cambiare radicalmente il nostro essere cittadini.

Uno scenario che per certi versi si intreccia con quello dell’IA riguarda il portato teorico di figure come quella di Giuseppe Dematteis o Bernardo Secchi. Essi hanno esplorato il ruolo dell’immaginazione e della descrizione nella comprensione e nella progettazione del territorio considerandole uno strumento fondamentale per l’urbanistica. Visualizzare futuri possibili e “territori al futuro” è infatti un’attività essenziale poiché permette di cogliere le potenzialità implicite nelle cose e in un territorio specifico. Su questo fronte l’IA generativa può contribuire a potenziare questo approccio che l’uomo, a giudizio di chi scrive, dovrebbe continuare a coltivare. Ciò verso cui dovremmo tendere è la visualizzazione di futuri possibili, producendo scenari urbani alternativi che alimentano l’immaginazione della società e dell’urbanista, senza sostituirla.

Tuttavia, l’integrazione dell’IA nei processi urbanistici mette in discussione non solo le tecniche, ma soprattutto l’etica della disciplina. Quali dati contano? Chi li interpreta? Come evitare che l’IA riduca la città a meri flussi ottimizzati, dimenticando la dimensione sociale e simbolica dello spazio? Per Fusero la vera scommessa è un’IA affidabile, addestrata in modo intelligente che possa supportare il decision-making urbano e contribuire al raggiungimento di obiettivi di sviluppo condivisi. Questa tecnologia dovrebbe consentire di prendere decisioni rapide e informate in tempo reale in modo da migliorare la gestione di settori cruciali come i trasporti, l’energia, la sicurezza e la gestione dei rifiuti. L'auspicio dell’autore – e anche il nostro – è di stimolare studiosi, cittadini e amministratori a una riflessione collettiva che riguarda il futuro delle nostre città e, in ultima analisi, della nostra civiltà.

Francesco Gastaldi

 

 

N.d.C. - Francesco Gastaldi è professore associato di Urbanistica all'Università Iuav di Venezia. Laureato in architettura all'Università degli Studi di Genova, ha conseguito il dottorato di ricerca in Pianificazione territoriale e sviluppo locale al Politecnico di Torino. Svolge attività di ricerca su temi riguardanti le politiche di sviluppo locale, la gestione urbana, le vicende urbanistiche della città di Genova dal dopoguerra a oggi. È autore di articoli, saggi e libri. Tra questi: con Federico Camerin, Aree militari dismesse e rigenerazione urbana. Potenzialità di valorizzazione del territorio, innovazioni legislative e di processo (LetteraVentidue, 2019)

Per Città Bene Comune ha scritto: Gentrification. Tutte le città come Disneyland (9 giugno 2016); Urbanistica per i distretti in crisi (15 giugno 2017); Un governo del territorio per il Veneto? (20 luglio 2018); Nord vs Sud: nelle politiche parliamo di Italia (4 settembre 2020).

N.B. I grassetti nel testo sono nostri.

R.R.


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10 OTTOBRE 2025

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C. Bianchetti, La biografia è un genere plurale, commento a: M. Orazi, Vite stravaganti di architetti (Giometti & Antonello, 2025)

A. Colombo, Migliorare la vita di tutti, subito, commento a: L. Crespi, Stop City Now (LetteraVentidue, 2025)

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G. Nuvolati, Un genio anche per gli incroci, commento a: S. Cascavilla, Il dio degli incroci (Exòrma, 2021)

M. d'Ovidio, La città "altra" è oggi, commento a: L. Lippolis, Viaggio al termine della città (Elèuthera, 2024)

G. Consonni, Abitare il segreto dei luoghi, commento a: M. Belpoliti, Nord Nord (Einaudi, 2025)

M. Agostinelli, Salvare il suolo (anche dalle rinnovabili), commento a: P. Pileri, Dalla parte del suolo (Laterza, 2024)

E. Scandurra, L'umanità è nei luoghi, commento a: Lettere d’amore dalla via Appia (Gangemi, 2024)

L. Trentin, Conservare gli avanzi, senza dimenticarli, commento a: L. Crespi, Stop City Now (LetteraVentidue, 2025)

M. Russo, Urbanistica: una disciplina da riscoprire, commento a: L. Gaeta, Il primo libro di urbanistica (Einaudi, 2025)

A. Mazzette, Turismo urbano? Anche troppo, commento a: G. Amendola, Il turista e la città (Mario Adda Editore, 2025)

L. Bottini, Anche lo spazio parla, ascoltiamolo, commento a: A. Mela, E. Battaglini e A. Laura Palazzo, La società e lo spazio (Carocci, 2024)

C. Olmo, Mollino oltre la biografia d'artista, commento a: A. De Rossi, R. Dini, La montagna di Carlo Mollino (Hoepli, 2023)

G. L. Brunetti, L'architettura di Varese, una galassia, commento a: L. Crespi (a cura di), Atlante delle architetture e dei paesaggi dal 1945 a oggi in provincia di Varese (Silvana Editoriale, 2023)

R. Pavia, Imparare col corpo, viaggiando, commento a: R. Secchi, Itinerari dello sguardo in architettura (TAB edizioni, 2024)

B. Bottero, La difficile costruzione del quotidiano, commento a: M. Cucinella con S. Uccello, Città foresta umana (Einaudi, 2024)

P. C. Palermo, Cammei di urbanistica, commento a: L. Gaeta, Il primo libro di urbanistica (Einaudi, 2024)

F. de Agostini, L'empatia nella cassetta degli attrezzi, commento a: M. Cucinella con S. Uccello, Città foresta umana (Einaudi, 2024)

P. Vitillo, Abilitare le antinomie del piano, commento a: L. Gaeta, Il primo libro di urbanistica (Einaudi, 2024)

W. Tocci, Elogio dell'Urbanistica, un ritorno ai classici per continuare a riflettere (intervento al congresso INU 2025)

A. Delera, Troppo vecchi per capire?, commento a: A. Secchi, Milano. Due o tre cose che so di lei (Planum Publisher, 2024)

G. Nuvolati, Ci vuole una certa atmosfera, commento a: Tonino Griffero, Agostino Petrillo (a cura di), Atmosfere urbane (Ed. ETS, 2024)

D. Vannetiello, Un ponte tra le generazioni, commento a: G. Consonni, Non si salva il pianeta se non si salvano le città (Quodlibet, 2024)

R. Milani, Il sogno come progetto ovunque, commento a: M. Venturi Ferriolo, G. Burattoni, Un'estetica di progetto (Franco Angeli, 2024)

M. Serini, Sguardi neurodivergenti sulla città, commento a: A. Vanolo, La città autistica (Einaudi, 2024)

A. De Rossi, La feconda natura della rigenerazione, commento a: A. Lanzani, Rigenerazione urbana e territoriale al plurale (FrancoAngeli, 2024)

D. Grohmann, Una difesa attiva del suolo, commento a: F. Berni (a cura di), Parco della Piana di Assisi (Assisi Mia Ed. 2024)

F. Collotti, Contro la città usa e getta, commento a: V. Magnago Lampugnani, Contro la città usa e getta sostenibile (Bollati Boringhieri, 2024)

P. Perulli, La vendetta dei dimenticati, commento a: G. Buciuni, G. Corò, Periferie competitive (il Mulino, 2023)

F. Ceci, Abitare come agire sociale, commento a: M. Savino, L. Perini (a cura di), Abitare contemporaneo (FrancoAngeli, 2023)

L. Bottini, Città: una sfida esistenziale, commento a: S. Mancuso, Fitopolis (Laterza, 2023)

M. Biraghi, L'architettura va alle terme, commento a: G. D’Amia, E. Faroldi, M. P. Vettori 8a cura di), Le città di Igiea (Silvana Ed., 2024)

G. Piccarolo, Di fiumi e di risorgrnze, commento a: G. Cazzaniga, Il Fiume (Marinotti 2024)

W. Tocci, Per una nuova scienza della città, commento a: C. S. Bertuglia, F. Vaio (a cura di), La città dopo la pandemia (Aracne, 2023)

B. Bottero, L'urbanistica è quantica, commento a: A. Secchi, Milano. Due o tre cose che so di lei (Planum Publisher, 2024)

A. Lanzani, Milano: cosa resta (e come ricominciare, commento a: A. Secchi, Milano. Due o tre cose che so su di lei (Planum Publisher, 2024)

S. Zaggia, Il Ghetto di Venezia: una città, commento a: D. Calabi, Venezia e il Ghetto (Bollati Boringhieri, 2024)

G. Consonni, Fare della Storia una speranza, commento a: G. Bigatti, Milano (Mimesis, 2024)

G. Restaino, Roma, c'è un'altra città, commento a: M. Di Giovine, Paesaggio identitario (Quodlibet, 2024)

E. Scandurra, Un grido di dolore (e di amore) per Roma, commento a: R. Pavia, Roma Babilonia (Bordeaux, 2024)

E. Porqueddu, Nuove regole per la pianificazione, commento a: S. Cozzolino, S. Moroni, Action, Property and Beauty (Routledge, 2024)

S. Capolongo, Tante storie dentro alla Storia, commento a: G. D'Amia, E. Faroldi, M. P. Vettori (a cura di), Le città di Igiea (Silvana Editoriale, 2024)

M. Fortis, Interni milanesi, un libro e una mostra, commento a: E. Morteo e S. Pierini, Nelle case (Hoepli, 2023)

M.Bassanelli, Se l'ufficio si diffonde, commento a: I. Mariotti, E. Tomaz, G. Micek, C. Méndez-Ortega (a cura di), Evolution of New Working Spaces (Springer, 2024)

M. Peverini, L'egemonia della rendita urbana, commento a: B. Pizzo, Vivere o morire di rendita (Donzelli, 2023)

C. Bianchetti, Basaglia: i luoghi del mito, commento a: F. Foti, Franco Basaglia. La libertà è terapeutica (People, 2024)

G. Mura, Il territorio tra narrazione e promozione, commento a: P. de Salvo, M. Pizzi, Narrazione, sviluppo e governo del territorio. (FrancoAngeli, 2023)

F. de Agostini, La lucidità feroce di Giancarlo De Carlo, commento a: F. Samassa, Giancarlo De Carlo (Carocci, 2024)

A. L. Palazzo, Tre sguardi su Roma, commento ai libri di L. Montuori, E. Nigris, R. Pavia

A. Mela, Territorio e de-coincidenza, commento a: F. Jullien, Riaprire dei possibili (Orthotes, 2024)

G. Tonon, Gli spazi delle donne, commento a: M. Bassanelli, I. Forino (a cura di) Gli spazi delle donne (DeriveApprodi, 2024)

A. Calafati, Un viaggio nell'Italia di mezzo, commento a: Arturo Lanzani, a cura di, Italia di mezzo (Donzelli, 2024)