Riccardo Gini  
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PROGETTARE IL PAESAGGIO PERIURBANO DI MILANO


Recensione al libro di Vittorio Gregotti et al.



Riccardo Gini


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Il libro di Vittorio Gregotti et al. intitolato Parco Agricolo Milano Sud. Il progetto del paesaggio periurbano (Maggioli editore) è l'esito di una ricerca progettuale della Gregotti Associati finalizzata a definire una possibile organizzazione territoriale di una specifica porzione del Parco Agricolo Sud Milano. Il lavoro presentato, infatti, sceglie espressamente di occuparsi delle aree tra la via dei Missaglia, la linea ferroviaria verso sud e il tratto di tangenziale sud di Milano, zone investite da possibili importanti trasformazioni urbanistiche quali - una per tutte - quella della realizzazione del Centro Europeo di Ricerca Biomedica Applicata (CERBA), ipotizzato a fianco dell'Istituto Europeo di Oncologia di via Ripamonti. Tuttavia, questa pubblicazione - come afferma lo stesso Gregotti nella premessa - ha anche "il carattere di una dichiarazione d'intenti (…). Il suo valore è per l'appunto quello della definizione di un metodo di lettura, di interpretazione e di progetto, per valutare, in corso d'opera, l'appropriatezza delle istanze modificative" di un paesaggio periurbano.

Prima di arrivare alla formulazione della proposta progettuale, gli Autori propongono un'analisi del paesaggio di quella zona filtrato attraverso il sistema delle acque, quello delle coltivazioni e dell'edificato suddiviso a sua volta tra infrastrutture e percorsi, grandi impianti, monumenti e cascine, queste ultime censite secondo una scheda tipo che, oltre alla localizzazione, le origini e i caratteri, immagina la loro valorizzazione in una chiave strategica per il rilancio del territorio. Sono naturalmente presi in considerazione anche gli strumenti di pianificazione approvati (il Piano territoriale di coordinamento provinciale della provincia di Milano, il Piano territoriale di coordinamento del Parco e il Piano di Governo del territorio del comune di Milano) nonché le linee strategiche tracciate dai cosiddetti "piani di cintura urbana": piani paesistici di dettaglio studiati per anni ma mai adottati. Anche sulla base della cartografia storica - in particolare le mappe Pinchetti (1788) e Brenna (1833) - si arriva così all'individuazione dell'area di studio definita con linee di confine che evidenziano la necessità di organizzare in un unicum paesaggistico le propaggini urbane che si diffondono secondo logiche disomogenee e contraddittorie.

La strategia di riqualificazione proposta è quella di comporre e stabilire nuovi modi di incontro tra gli elementi appartenenti agli ambiti di città e campagna che attualmente collidono. Presupposto per realizzare questa strategia è che la produzione agricolo-zootecnica sia competitiva rispetto alla rendita urbana. In altre parole che la campagna - il lavoro nei campi, la produzione agricola, l'allevamento - continui ad esistere! Perché questo presupposto si realizzi è necessario - a giudizio degli Autori - il verificarsi di due condizioni. La prima è l'organizzazione di una produzione sinergica tra le diverse aziende agricole così da generare un'offerta competitiva (sul piano quali-quantitativo, ma anche della diversificazione dei prodotti) con quella proveniente da altre aree del Paese e del mondo. La seconda è che sia possibile intercettare il bisogno esistente di prodotti alimentari della metropoli milanese. In questo senso la nascita dei "distretti agricoli" è da considerarsi un passo nella giusta direzione.

Il lavoro progettuale della Gregotti Associati - focalizzato su quatto casi studio (1) - comincia da qui, occupandosi per prima cosa dei margini e della loro riqualificazione attraverso sottili fasce boscate per poi dedicarsi alle reti di connessione tra i due "mondi" - quello della campagna e quello della città - affidando al sistema di canali e dei percorsi interni alle aree agricole - anch'essi riqualificati da fasce arbustive o alberate - il compito di stabilire non solo il collegamento e la percorribilità del territorio, ma quella trama di relazioni che Milano da secoli intrattiene con il suo territorio. Nel progetto, i nodi di questo sistema sono costituiti dalle cascine - di cui si immagina la trasformazione in "punti parco multiservizi" -, dai complessi monumentali e dai grandi impianti.

Il testo si conclude con una parte dedicata ai "sistemi agroalimentari locali", quelli che - per intenderci - promuovono la commercializzazione a 'chilometro zero'. L'esperienza di Piacenza è portata ad esempio. Qui la costituzione di un consorzio specifico (Biopiace) ha permesso, nel giro di dieci anni, di raggiungere il 77% delle forniture alle mense scolastiche e ospedaliere con prodotti provenienti da aziende locali. Questo e altri esempi virtuosi rendono la ricerca illustrata in questa pubblicazione non generica o puramente teorica, ma - anche per la dichiarata volontà di dedicarsi non a tutti i 47.000 ettari del parco Sud, ma solo a una porzione contenuta di essi - capace di formulare proposte concrete e circostanziate circa il territorio in esame. Altro pregio del lavoro è quello di riportare l'attenzione sui progetti di riqualificazione territoriale nel rispetto e per la valorizzazione della produzione agricola recuperando il portato di quei preziosi "piani di cintura urbana" trascurati negli ultimi anni. Il compito di condividere le linee strategiche e lo sforzo per far si che quanto indicato da questo studio si traduca eventualmente in realtà spetta, evidentemente, al Parco Agricolo Sud Milano e ai suoi amministratori ma, indubbiamente, le tesi sostenute nella pubblicazione appaiono solide, ben argomentate e frutto di un puntuale lavoro di analisi.

Per chi scrive, coniugare la fruibilità della campagna con la valorizzazione della produzione agricola componendole in un processo da cui tutti escano vincenti ('win-win approach') è una delle sfide che il territorio milanese ha di fronte. In quest'ottica il Parco Nord Milano e il Parco Agricolo Sud Milano, sotto l'impulso della nuova legge regionale, hanno recentemente proposto di unirsi in un unico "ambito territoriale ecosistemico" così da rafforzare collaborazioni e sinergie tali da gettare le basi per la costituzione di un unico Parco Metropolitano. Questa nuova organizzazione - più forte e più autorevole - potrà arginare agevolmente il consumo di suolo preservando per quanto possibile il territorio e il paesaggio periurbano di Milano e quello dei comuni confinanti. Allo stesso tempo - se vorrà risultare credibile ed efficace - non potrà sottrarsi al compito di proporre una vasta gamma di servizi ecosistemici capaci di integrare l'offerta di svago e natura con la valorizzazione della produzione agricola. Solo in tal modo la qualità della vita dei cittadini metropolitani di oggi e domani potrà migliorare sensibilmente.

Riccardo Gini

 

 

Note
(1) I. Via dei Missaglia e cascina Campazzino; II. Depuratore Milano Sud, Carcere di Opera e tangenziale; III. Vaiano Valle e il Parco della Vettabbia; IV. La Cascina Tecchione e l'area delle Cave. Per ognuno di questi casi studio il lavoro propone una tavola illustrativa e una breve relazione che indica le funzioni insediabili al fine di realizzare l'obiettivo della ricomposizione del dualismo città-campagna.

 

N.d.C. - Riccardo Gini è direttore dell'Ente Parco Nord Milano. Da lui dipende il controllo strategico di gestione dell'ente.
N.B. I grassetti nel testo sono nostri.


R.R.

 


© RIPRODUZIONE RISERVATA

13 Ottobre 2017

 

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G. Fera, Integrazione e welfare obiettivi di progetto, commento a: L. Caravaggi, C. Imbroglini, Paesaggi socialmente utili (Quodlibet, 2016)

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P. Panza, L'eredità ignorata di Vittorio Ugo, replica al commento di G. Ottolini a: A. Belvedere, Quando costruiamo case, parliamo, scriviamo. Vittorio Ugo architetto (Officina, 2015)

A. Calafati, Neo.Liberali tra società e comunità, replica al commento di M.Ponti a: G. Becattini, La coscienza dei luoghi (Donzelli, 2015)

M. Ponti, Non-marxista su un dialogo tra marxisti, commento a: G. Becattini, La coscienza dei luoghi (Donzelli, 2015)

G. Semi, Tante case non fanno una città, commento a: E. Garda, M.Magosio, C. Mele, C. Ostorero, Valigie di cartone e case di cemento (Celid, 2015)

M. Aprile, Paesaggio: dal vincolo alla cura condivisa, commento a: G. Ferrara, L'architettura del paesaggio italiano (Marsilio, 2017)

S. Tedesco, La messa in forma dell'immaginario, commento a: A.Torricelli, Palermo interpretata (Lettera Ventidue, 2016)

G. Ottolini, Vittorio Ugo e il discorso dell'architettura, commento a: A. Belvedere, Quando costruiamo case, parliamo, scriviamo. Vittorio Ugo architetto (Officina Edizioni, 2015)

F. Ventura, Antifragilità (e pianificazione) in discussione, commento a: I. Blečić, A. Cecchini, Verso una pianificazione antifragile (FrancoAngeli, 2016)

G. Imbesi, Viaggio interno (e intorno) all'urbanistica, commento a: R. Cassetti, La città compatta (Gangemi 2016)

D. Demetrio, Una letteratura per la cura del mondo, commento a: S. Iovino, Ecologia letteraria (Ed. Ambiente, 2017)

M. Salvati, Il mistero della bellezza delle città, commento: a M. Romano, Le belle città (Utet, 2016)

P. C. Palermo, Vanishing. Alla ricerca del progetto perduto, commento a: C. Bianchetti, Spazi che contano (Donzelli, 2016)

F. Indovina, Pianificazione "antifragile": problema aperto, commento a: I. Blečić, A. Cecchini, Verso una pianificazione antifragile (FrancoAngeli, 2016)

F. Gastaldi, Urbanistica per distretti in crisi, commento a: A. Lanzani, C. Merlini, F. Zanfi (a cura di), Riciclare distretti industriali (Aracne, 2016)

G. Pasqui, Come parlare di urbanistica oggi, commento a: B. Bonfantini, Dentro l'urbanistica (Franco Angeli, 2017)

G. Nebbia, Per un'economia circolare (e sovversiva?), commento a: E. Bompan, I. N. Brambilla, Che cosa è l'economia circolare (Edizioni Ambiente, 2016)

E. Scandurra, La strada che parla, commento a: L. Decandia, L. Lutzoni, La strada che parla (FrancoAngeli, 2016)

V. De Lucia, Crisi dell'urbanistica, crisi di civiltà, commento a: G. Consonni, Urbanità e bellezza (Solfanelli, 2016)

P. Barbieri, La forma della città, tra urbs e civitas, commento a: A. Clementi, Forme imminenti (LISt, 2016)

M. Bricocoli, Spazi buoni da pensare, commento a: C. Bianchetti, Spazi che contano (Donzelli, 2016)

S. Tagliagambe, Senso del limite e indisciplina creativa, commento a: I. Blečić, A. Cecchini, Verso una pianificazione antifragile (FrancoAngeli, 2016)

J. Gardella, Disegno urbano: la lezione di Agostino Renna, commento a: R. Capozzi, P. Nunziante, C. Orfeo (a cura di), Agostino Renna. La forma della città (Clean, 2016)

G. Tagliaventi, Il marchio di fabbrica delle città italiane, commento a: F. Isman, Andare per le città ideali (il Mulino, 2016)

L. Colombo, Passato, presente e futuro dei centri storici, commento a: D. Cutolo, S. Pace (a cura di), La scoperta della città antica (Quodlibet, 2016)

F. Mancuso, Il diritto alla bellezza, riflessione a partire dai contributi di A. Villani e L. Meneghetti

F.Oliva, "Roma disfatta": può darsi, ma da prima del 2008, commento a: V. De Lucia, F. Erbani, Roma disfatta (Castelvecchi, 2016)

S.Brenna, Roma, ennesimo caso di fallimento urbanistico, commento a: V. De Lucia e F. Erbani, Roma disfatta (Castelvecchi 2016)

A. Calcagno Maniglio, Bellezza ed economia dei paesaggi costieri, contributo critico sul libro curato da R. Bobbio (Donzelli, 2016)

M. Ponti, Brebemi: soldi pubblici (forse) non dovuti, ma, commento a: R. Cuda, D. Di Simine e A. Di Stefano, Anatomia di una grande opera (Ed. Ambiente, 2015)

F. Ventura, Più che l'etica è la tecnica a dominare le città, commento a: D. Harvey, Il capitalismo contro il diritto alla città (Ombre corte, 2016)

P. Pileri, Se la bellezza delle città ci interpella, commento a: G. Consonni, Urbanità e bellezza (Solfanelli, 2016)

F. Indovina, Quale urbanistica in epoca neo-liberale, commento a: C. Bianchetti, Spazi che contano (Donzelli, 2016)

L. Meneghetti, Discorsi di piazza e di bellezza, riflessione a partire da M. Romano e A. Villani

P. C. Palermo, Non è solo questione di principi, ma di pratiche, commento a: G. Becattini, La coscienza dei luoghi (Donzelli, 2015)

G. Consonni, Museo e paesaggio: un'alleanza da rinsaldare, commento a: A. Emiliani, Il paesaggio italiano (Minerva, 2016)

 

 

I post

L'inscindibile legame tra architettura e città, commento a: A. Ferlenga, Città e Memoria come strumenti del progetto (Marinotti, 2015)

Per una città dell'accoglienza, commento a: I. Agostini, G. Attili, L. Decandia, E. Scandurra, La città e l'accoglienza (manifestolibri, 2017)